Il Museo del calcio di Coverciano può essere definito unico nel suo genere, decisamente diverso rispetto ai musei tradizionali. Dal 2000 raccoglie i più svariati cimeli ( dai palloni alle scarpe, dalle maglie ai trofei ) appartenuti a personaggi di ogni epoca che hanno fatto grande il calcio nostrano.
Si possono così rivivere le gesta della nazionale degli anni 30 di Pozzo, quella di Piola e Meazza capace di vincere i mondiali del ’34 e del ’38 e nel mezzo anche l’olimpiade del ’36. Oppure ammirare la nazionale campione d’ Europa del 1968 e vicecampione mondiale nel ’70 , con l’ intramontabile staffetta tra Rivera e Mazzola. E’ possibile tuffarsi nel trionfo azzurro dei mondiali spagnoli del ’82, con i più giovani che sorrideranno guardando le pipe del Ct Enzo Bearzot e del compianto presidente Pertini.
Passando poi per le vittorie sfiorate nel ‘90 e nel ‘94 si arriva infine a gustare l’ ultimo ( ma non ultimo) successo , quello della nazionale lippiana di Germania 2006. Oltre a ripercorrere le tappe che hanno caratterizzato questi cento anni di vita della Nazionale Italiana il museo raccoglie anche la storia del calcio tricolore in toto , dai fischietti e le giacchette nere degli arbitri nostrani ai vari scrittori e giornalisti che hanno assunto questo sport a una forma quasi poetica ( uno tra tutti il mitico Gianni Brera). All’ interno della struttura è prevista infatti una galleria, una Hall of Fame , che raccoglie tutti quei personaggi che hanno contribuito al successo del football italiano.